
“Condividiamo l’impresa” significa fare un percorso insieme alla comunità e accoglierne anche la complessità, le sfide!
È questa l’identità di una “Banca differente”.
Impresa vuol dire azienda, luogo di lavoro, ma anche azione, progetto e “condivisione” unisce la volontà di cogliere le connessioni tra le parti per tendere ad un’unica visione comune e cooperativa.
La Convention è un’occasione per celebrare storie e traguardi di impresa (interni ed esterni alla Banca) e ispirarne di nuovi. I collaboratori della BCC sono al centro del “fare impresa” e contribuiscono attivamente allo sviluppo di questo modello unico di cooperazione e di credito.
La Convention raccoglie anche gli spunti di un percorso iniziato con la certificazione “Great Place to Work” che ha generato nuovi percorsi interni di miglioramento, tra cui il Progetto Open e il Progetto Di@alogo.
San Patrignano

La Convention si terrà all’interno di San Patrignano, una casa, una famiglia per i giovani che hanno smarrito la strada, che hanno perso motivazione e devono riprendere un cammino fatto di autostima, dignità, responsabilità ed entusiasmo. Ben 26mila quelli accolti finora e circa 800 quelli attualmente in percorso.
Due grandi comunità si incontreranno per la prima volta per confrontarsi su una visione condivisa e sviluppata ciascuno in modo unico: il bene comune.

La metafora vegetale
Come gli alberi in un bosco
siamo connessi gli uni agli altri.
Le nostre radici sono cooperative.
I luoghi e le comunità
sono il nostro futuro.

Se l’economia vuol veramente evolvere verso il sostenibile, deve diventare meno animale e più vegetale.
Come le banche di comunità gli alberi e il mondo vegetale hanno una caratteristica fondamentale: sono ancorati al suolo, hanno radici. Questo ancoraggio alla terra ha impedito alle piante di spostarsi durante le crisi dell’ambiente circostante. Per riuscire a crescere nel loro ambiente hanno perciò imparato a svolgere le loro funzioni vitali con tutta la loro struttura.
Ecco dunque l’essenza della cooperazione sentirsi parte e protagonisti di un’unica impresa condivisa.
Condurranno la Convention

Cristina Degliesposti
Giornalista
È giornalista del Resto del Carlino.
Ha condotto l’evento dedicato ai giovani (collaboratori, Soci e Socie) delle BCC dell’Emilia Romagna dal titolo “I giovani delle nostre BCC si incontrano per un futuro di valori condivisi”.
Durante la Convention, guiderà la presentazione dei progetti interni che coinvolgono i collaboratori della banca.

Luca Iacovone
Giornalista e cooperatore sociale
Collabora con il gruppo editoriale VITA non profit, con Avvenire, CSV Basilicata, Confcooperative Basilicata, con la Fondazione Matera-Basilicata 2019 e con la comunità internazionale di The Economy of Francesco.
Ha diretto una struttura per anziani e si occupa di disabilità, inclusione e comunità. Oggi è tornato a vivere a Matera per trovare nuovi linguaggi di cura e di cambiamento.
Verso la Convention
Nei suoi video messaggi, Luca Iacovone anticipa alcuni dei contenuti chiave della Convention 2025.
La metafora vegetale, le quattro parole chiave che abbiamo scelto per raccontare le specificità della BCC.
Connessi
È il primo talento di una banca di comunità; è una parola che restituisce il senso strategico del percorso aziendale che è stato avviato. Non più singole iniziative ma un’unica visione condivisa.

Concreti
Cooperare per il bene comune significa operare mettendo al centro le persone, i risultati e i cambiamenti: oltre che attraverso i prodotti e i servizi, anche tramite i progetti interni, LA BCC racconta il valore dei percorsi realizzati.

Visionari
Essere visionari significa orientare lo sguardo verso l’alto con coraggio. Adottare uno sguardo nuovo presuppone anche saper attendere e quindi sospendere il tempo, saper ascoltare, osservare con attenzione per orientare le proprie attività. La Convention è un’occasione per ispirare e condividere storie di persone visionarie.

Sostenibili
Le cooperative hanno un’organizzazione vegetale ma nella competizione globale hanno prevalso le grandi multinazionali che sono fondate su un’economia predatoria e animale.
